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Una convinzione · non un fatto · esaminata criticamente

Dal novembre 2024 chiunque in Germania può modificare il sesso registrato e il nome di battesimo presso l’ufficio di stato civile sulla base di una semplice dichiarazione al funzionario: niente medico, nessuna perizia, nessun giudice a controllare. Il Selbstbestimmungsgesetz avrebbe dovuto offrire alle persone transgender una procedura rapida e dignitosa. Due anni dopo, è emerso che la stessa procedura è stata utilizzata anche da persone con tutt’altro profilo — e ora questo spinge tre Länder tedeschi a presentare una proposta di revisione.

Che cosa disciplina realmente la legge

Il Selbstbestimmungsgesetz (SBGG) ha sostituito la vecchia Transsexuellengesetz e ha eliminato i requisiti ancora previsti da quella normativa: niente più valutazione psicologica, nessuna verifica giudiziaria, nessun certificato medico. È sufficiente una dichiarazione all’ufficio di stato civile, con un periodo di attesa di tre mesi prima che la modifica entri in vigore. All’epoca la legge fu presentata come una correzione di un sistema obsoleto e medicalizzante. Le critiche non tardarono ad arrivare: tra gli altri, la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne e le ragazze osservò che la legge non prevede alcuna misura per le conseguenze negli spazi riservati alle donne, mentre equipara completamente il sesso registrato e l’identità di genere.

Due casi che hanno riacceso il dibattito

Quella che fino a poco tempo fa era soprattutto una discussione teorica ha assunto quest’anno un volto concreto attraverso due casi. Nel primo, un uomo con un passato di estrema destra si è registrato come donna, in una situazione in cui ciò sembrava avere conseguenze sul modo in cui sarebbe stato gestito un procedimento penale a suo carico. Nel secondo, un commissario di polizia si è registrato come donna e ha poi fatto domanda per una posizione in cui le misure a favore delle donne in ruoli dirigenziali giocavano a suo vantaggio. Nessuno dei due casi riguardava una transizione nel senso consueto del termine: in entrambi, la modifica della registrazione sembrava soprattutto uno strumento per raggiungere un altro obiettivo.

La proposta: dare al funzionario la possibilità di dire no

I ministri della Giustizia di Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia — tutti e tre della CDU — vogliono quindi che i funzionari degli uffici di stato civile siano autorizzati a respingere una dichiarazione quando è palesemente finalizzata all’autopromozione, a un vantaggio personale o a ridicolizzare la legge e i gruppi che essa protegge. Vogliono presentare la proposta alla prossima conferenza primaverile dei ministri della Giustizia tedeschi. I sostenitori della legge attuale sottolineano che la maggior parte delle dichiarazioni non ha nulla a che fare con abusi e temono che ogni funzionario autorizzato a valutare personalmente se una dichiarazione sia «sincera» finisca per reintrodurre proprio l’ostacolo che la legge voleva eliminare. Per i critici, è esattamente questo il nocciolo del problema: una legge che lascia l’identità interamente all’autodichiarazione non dispone di alcun meccanismo interno per distinguere un abuso da una richiesta sincera.